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VERDENA Requiem (2007) ![]() |
![]() Line-up: Alberto Ferrari (voce/chitarra), Luca Ferrari (batteria), Roberta Sammarelli (basso). |
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Che i Verdena non si siano
ancora oggi scrollati di dosso l'etichetta di band adolescenziale
a torto affibiatalgli da parte della critica fin dall'esordio è
tutto da verificare. Che il terzetto bergamasco abbia fatto progressi,
lavoro dopo lavoro, è una certezza e questo "Requiem"
quarto lavoro del gruppo è parziale conferma di questo processo
evolutivo. Detto questo, l'ultima fatica di Alberto e soci non esula
da difetti di fabbrica, un prodotto che seppur diverso, geniale, indefinito,
esecutivamente ineccepibile, volutamente complesso, semplice quando
serve e ruvido come non mai, risulta a tratti privo di quella magia
e spontaneità che aveva caratterizzato i precedenti lavori.
La personalità raggiunta da Alberto e soci, l'elevato livello
compositivo sempre meno Nirvana dipendente e la sorprendente capacità
di spaziare con agilità dal più grezzo e velenoso grunge
di "Don Calisto", alle atmosfere psichedeliche della pretenziosa
suite "Il Gulliver", meritano una attenta ma severa analisi,
ciò che meritano i grandi gruppi, non è più tempo
di contentini e pacche sulle spalle per i Verdena. Risulta perciò
difficile estrapolare il meglio da questo variopinto e lungo album
ma ci si prova, così dal calderone emerge la variopinta e potente
"Non prendere l'acme, Eugenio" che tra riff armoniosi e
scariche elettriche si candida tra i migliori brani dell'album; la
filo-beatlesiana "Angie" è l'emblema della succitata
raggiunta maturità verdeniana; non mancano all'appello un paio
di discreti brani semi-acustici come l'eterea "Canos" e
la più esplicita "Trovami un modo semplice per uscirne";
la potenza di "Isacco Nucleare" più convincete nella
strofa, implode nel ripetitivo refrain; "Muori Delay" con
tanto di riff settantiano e un inedito Alberto in versione falsetto,
tuttosommato funziona come primo singolo anche se non credo rimarrà
nella storia dei Verdena; tanto di cappello per l'ottima "Il
Caos Strisciante" tra i brani più riusciti e ispirati,
dove melodie malinconiche e sana psichedelia vanno a braccetto; da
menzionare per dovere di cronaca i brevi intermezzi quali "Aha",
"Faro" e "Opanopono" quasi dei giochetti sperimentali
che allungano solo il brodo e non fanno la differenza così
come il caos di "Was?" e gli estenuanti dodici minuti (coda
compresa) della psichedelissima "Sotto prescrizione del Dott.
Huxley" posta in chiusura. Voto:
7,5 |
Tracklist: Marti In The Sky Don Calisto Non Prendere L'Acme, Eugenio Angie Aha Isacco Nucleare Canos (video) Il Gulliver Faro Muori Delay Trovami Un Modo Semplice Per Uscirne Opanopono Il Caos Strisciante Was? Sotto Prescrizione Del Dott. Huxley
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