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HELLOWEEN
Gambling With The Devil (2007)
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La
leadership degli Helloween in ambito power metal ha subito duri colpi
dopo i non entusiasmanti "Rabbit don't Come Easy" e "Keeper
of the Seven Keys:The Legacy" che ci mostravano una band alla
disperata ricerca di antiche sonorità, snaturando quella vena
creativa che con mia grande sorpresa in "Gambling with th Devil"
trova finalmente libero sfogo. Già dalle prime note di "Kill
it", preceduta da una breve e cupa intro, Weikath e soci ci riportano
alle oscure atmosfere heavy di "Push" tratta da quel "Better
than raw" del 1998 dai più considerato il loro ultimo
vero grande album e dal quale la band di Amburgo sembra oggi voler
ricominciare, seppur con un'attitudine meno sperimentale fatta eccezione
per qualche sporadico effetto vocale; canzoni immediate, heavy metal
dal retrogusto happy come solo gli Helloween sanno fare; si torna
al power classico con "The Saints" di quel volpone di Weikath,
seguita dall'orecchiabile ma non banale singolo "As Long As I
Fall"; la seguente "Paint A New World" sembra
provenire direttamente dalle sessioni del bistrattato e oscuro "The
Dark Ride" mentre "Final Fortune" vi entrarà
in testa e si farà canticchiare per giorni e giorni. "The
Bells Of The 7 Hells" è un pezzo decisamente Judas Priest-oriented
con un Andi Deris aggressivo ed artefatto vocalmente dagli effetti
nella strofa e melodico nel canonico ritornello, più svariati
ed interessanti cambi di tempo a canzone inoltrata. Si procede con
le piacevoli e hard-rockeggianti "Fallen To Pieces" e "I.M.E."
di Andi Deris per continuare con l'happy metal di "Can Do It".
Dulcis in fundo "Dreambound" e la più epica ed esaltante
"Heaven Tells No Lies" di Grosskopf chiudono un album superlativo
nel suo genere, pressochè perfetto in ogni sua sfaccettatura,
le partiture di chitarra degli oramai affiatatissimi Michael Weikath
e Sascha Gerstner, l'eccellente prestazione vocale di un ritrovato
Andi Deris, un informissima Markus Grosskopf anche in fase compositiva
e a chiudere il cerchio grande del merito di questa ritrovata ispirazione
va a Dani Loeble definitivamente integratosi e non più l' ultimo
arrivato. Voto: 8
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