pink floyd 1967Roger Waters (basso e voce), Nick Mason (batteria), Richard Wright (Tastiere) e Syd Barrett (voce e chitarra) conosciutisi sui banchi di scuola formano una band dal curioso nome Pink Floyd, derivante dall'unione dei nomi di due noti bluesmen americani, Pink Anderson e Floyd Council. La band comincia suonando nei più importanti locali di Londra esibendosi in una serie di veri e propri epocali "Light-Show" così ribattezzati per l'uso che faceva la band di particolari effetti di luce abbinati ai testi allucinogeni di Barret a creare atmosfere suggestive ed innovative per il periodo. Il primo singolo “Arnold Layne/Candy And Current Bun” uscito l'11 marzo del 1967, seguito da “See Emily Play” fanno da preludio al primo album "The Piper At The Gates Of Dawn" uscito nell'agosto dello stesso anno. La storia della band più sperimentale e geniale del pianeta, capace di unire pop, rock, psichedelia e tecnolocgia in un unica affascinante e inscindibile entità, ha così inizio.

david gilmour 71Appena l'anno seguente esce "A Saucerful Of Secrets" dove appare per l'ultima volta il non più affidabile Syd Barret, ormai quasi totalmente estraneatosi dal mondo causa l'abuso di Lsd e gradualmente rimpiazzato da David Gilmour sopraffino chitarrista che si prenderà anche cura delle parti vocali, mentre Roger Waters resta autore della maggior parte dei brani. Nel 1969 incidono la colonna sonora del film "More" ed il doppio album "Ummagamma" suddiviso in una prima parte live e una seconda di improvvisazioni psichedeliche; segue il capolavoro "Atom Heart Mother" (1970) caratterizzata dalla incredibile omonima suite semi-orchestrale che occuperà l'intera prima facciata del vinile è un autentico viaggio nella mente delirante di Rogers e soci. Nel 1971 "Meddle" farà da spartiacque tra i Pink Floyd più psichedelici e la band di fama mondiale dalle sonorità a tratti più essenziali ma con quel feeling sempre e inconfondibilmente visononario, come testimonia la lunghissima suite "Echoes". Dopo "Obscured By Clouds" (1972) colonna sonora del poco riuscito film "La Vallée" di Barbet Schroeder e l'affascinante film-documentario "Live At Pompei", viene pubblicato nel 1973 quello che è consideato a torto o a ragione il capolavoro assoluto dei Pink Floyd, il raffinato ed introspettivo "The Dark Side Of The Moon", album che ha venduto ad oggi ben 30 milioni di copie in tutto il mondo. Con "Wish You Were Here" (1975) la band fa un ulteriore passo verso sonorità sempre più sofisticate e la stessa title-track diventa una delle canzoni più popolari del pianeta senza contare il capolavoro “Shine On You Crazy Diamond” altra faccia dei Pink Floyd quella più malinconica e blues con chiari riferimenti all'ex compagno Syd Barret la cui presenza/assenza sembra aleggiasse in qualche modo nello studio di registrazione.

roger waters 1980I rapporti nella band cominciano a deteriorarsi e se fin dalle sessioni di registrazione di "Wish You Were Here" si respirava un'aria piuttosto pesante, le cose non migliorano con l'uscita del criticato "Animals" (1977), album ispirato dal sempre più protagonista Roger Waters il cui egocentrismo sfocerà due anni dopo in quello che sarà il suo capolavoro "The Wall" (1979). Questo straordinario concept-album uscito come doppio Lp fu supportato da un tour mastodontico ricco di effetti speciali e coreografie elettrizzanti, a partire da un vero e proprio muro di mattoni dietro al quale la band si esibiva per buona parte dello show, il tutto ispirato metaforicamente a quello stato di incomunicabilità creatosi tra la band e gli stessi fan negli ultimi anni, metafora poi rapportabile a molti altri aspetti della vita come avverrà in seguito alla caduta del muro di Berlino al quale lo stesso Waters da solista dedicò un memorabile concerto nel 1990. Il regista Alan Parker nel 1982, con l'ausilio dello stesso Waters, riuscirà nell'impresa di trasporre su pellicola l'opera intera di "The Wall" il cui protagonista Pink verrà interpretato da Bob Geldof.

pink floyd 1994Nel 1983 la band tenta per l'ultima volta di andare d'accordo, forse solo per ragioni commerciali, ma "The Final Cut" (mai titolo più profetico) si rivela più che mai una sorta di disco solista di Roger Waters che di lì a poco lascerà i Pink Floyd. Seguiranno lunghe e spiacevoli beghe giudiziali per l'utilizzo del nome del mitico gruppo ed alla fine David Gilmour e Nick Mason avranno la meglio su Roger Waters che proseguirà con la sua altalenante carriersa solista. La band (o ciò che ne resta) pubblica "A Momentary Lapse of Reason" (1987) nel quale Richard Wright apparirà solo come ospite per venire poi reintegrato a tempo pieno in "The Division Bell" (1994), album qualitativamente lontani dai fasti del passato ma di grande successo commerciale, seguiti da incredibili tour mondiali, inframezzati dalla pubblicazione di diversi live-album e poco rappresentativi greatest-hits rivolti più alle nuove generazioni di utenti musicali, evidenti operazioni commerciali capaci se non altro di mantenere sempre vivo il mito dei Pink Floyd.



discografia
Piper At The Gates Of Dawn (1967)
A Saucerful of Secrets (1968)
More (1969)
Ummagumma (live e studio, 1969)
Atom Heart Mother (1970)
Meddle (1971)
Relics (antologia, 1971)
Obscured By Clouds (1972)
The Dark Side of the Moon (1973)
Wish You Were Here (1975)
Animals (1977)
The Wall (1979)
The Final Cut (1983)
A Momentary Lapse of Reason (1987)
Delicate Sound of Thunder (live, 1988)
The Division Bell (1994)
Pulse (live, 1995)
Is There Anybody Out There? (The Wall live, 2000)
Echoes (the best, 2001)

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