Sua
maestà Ozzy Osbourne, soprannominato il "Madman",
è senza dubbio uno dei più amati e discussi personaggi
che la musica rock abbia mai conosciuto, il capostipite di un modo
di essere ed apparire, nonchè inimitabile icona del metal.
Inizia la sua carriera con i leggendari Black
Sabbath con i quali incide il
primo omonimo storico album nel 1970. Dopo aver per quasi un decennio
scritto pagine fondamentali per la storia del rock, in preda ai suoi
problemi con l'alcool lascia la band ed intraprende nei primi anni
80 quella che sarà un'altrettanto straordinaria carriera solistica,
anche grazie all' ausilio di grandi musicisti tra i quali il leggendario
Randy Rhoads, suo chitarrista e grande amico, col quale incide i primi
due album "Blizzard
of Ozz"
(1980) e "Diary of
a Madman" (1981). Pochi mesi dopo Randy perde la vita
in un fatale incidente aereo lasciando così un vuoto incolmabile
nella vita di Ozzy e nella scena musicale rock.
Altri
musicisti di fama internazionale faranno parte della band, tra cui
il chitarrista Jake E. Lee con il quale incide "Bark
at The Moon" (1983) e "The
Ultimate Sin" (1986), il bassista Bob Daisy, batteristi
di fama mondiale come Lee Kerslake, Tommy Aldrige e Randy Castillo
(scomparso di recente dopo una lunga malattia)
e non ultimo Zakk Wylde che esordisce in "No
Rest For The Wicked" (1988) e tuttora fido braccio
destro del Madman.
La superlativa carriera di Ozzy procede a braccetto con i suoi gravi
problemi con l'alcool, ma tra un eccesso e l'altro, spettacolari esibizioni
live, leggende di pipistrelli azzannati, accuse di Satanismo, divinizzazioni
faraoniche, Ozzy è sopravvissuto; dopo aver messo definitivamente
alle spalle i problemi con il "Demon alcool", nonostante
l'età che avanza inesorabile, raggiunge
il top della popolarità
grazie al grande successo commerciale dell'album della rinascita "No
More Tears" (1991), mantenendo negli anni inalterato
il fascino e quel tocco di genuina follia che lo hanno sempre contraddistinto.
"Ozzmosis"
(1995) e "Down
to Earth" (2001) vengono accolti
tiepidamente dalla critica nonostante il buon successo commerciale
mentre tra innumerevoli e dispersive raccolte e live spicca il lussuoso
box-set "Prince of Darkness"
(2005) arricchito da gustose rarità e cover.
Oltre a patrocinare l'importante metal-festival americano "Ozzfest"
dove in più occasioni si è esibito al fianco dei riuniti
Black Sabbath, il Madman in versione padre di famiglia è stato
per anni ancor più esposto all'occhio indiscreto del pubblico
grazie alla spassosa e demenziale serie televisiva "The Osbournes"...e
nessuno conosce ancora quale sia il limite tra la finzione e la realtà.
"Black
Rain" (2007)
è forse l'ultima fatica di una lunga
e straordinria carriera, ma finchè Ozzy avrà fiato nei
polmoni mai dire mai...