Gli
Iron Maiden si
formano nel lontano 1976 per opera del bassista Steve Harris e sono
tuttora il punto di riferimento imprescindibile per la grande maggioranza
delle metal-bands del pianeta. La prima registrazione ufficiale risale
al 1979, trattasi del leggendario demo autoprodotto ormai introvabile
chiamato "The Soundhouse tapes" la cui tiratura fu
di 5000 copie. Deep Purple,
Black Sabbath e Judas Priest sono le maggiori fonti di ispirazione
del giovanissimo Harris che, rielaborando e fondendo heavy metal e
hard rock, dopo una fase di assestamento della line-up, creò
l'inconfondibile e personalissimo stile Maiden. A distanza di soli
pochi mesi i Maiden appaiono nella compilation "Metal for Muthas"
con due brani ("Sanctuary" e "Wrathchild") e nel
1980 escono finalmente alla ribalta con il singolo "Running
Free", per poi partecipare all'importante trasmissione britannica
della BBC "Top of the Pops" dove suonarono rigorosamente
dal vivo, cosa che non accadeva dai tempi degli Who nel 1972.
Il
successo arriva poche settimane dopo con il primo omonimo LP "Iron
Maiden", uscito per
la EMI, nella cui copertina esordisce la zombie-mascotte "Eddie"
creata e disegnata dal celebre grafico Derek Riggs. Il secondo album
"Killers"
(1981) nonostante qualche critica di troppo, non farà altro
che bissare il successo del disco d'esordio. Quest' epoca caratterizzata
dalla concomitante nascita di metal bands britanniche di notevole
valore (tra cui Saxon e Samson) verrà ribattezzata dai media
con l' appellativo di "New Wave of British Heavy Metal"
di cui gli Iron saranno gli indiscussi protagonisti. Per tutti gli
anni 80 la band mieterà un successo dopo l'altro ed ogni singola
uscita discografica risulterà essere un capolavoro, a partire
dai leggendari "The
Number of the beast" (1982), il primo lavoro con Bruce
Dickinson alla voce, "Piece
of Mind" (1983) dove esordisce Nicko McBrain alla batteria,
"Powerslave"
(1984), seguito dal faraonico "Live
after Death" (1985), passando per il futuristico "Somewhere
in Time" (1986) dove fanno capolino i primi discussi
"synth", fino ad arrivare al concept-album "Seventh
son of a Seventh son" (1988), il tutto rigorosamente
condito da spettacolari tour mondiali, sold-out ovunque.
Gli anni 90 saranno invece caratterizzati da alti e bassi dovuti soprattutto
a due illustri abbandoni: l'allontanamento del chitarrista Adrian
Smith rimpiazzato da Janick Gers col quale vengono incisi il poco
riuscito "No prayer for the Dying"
(1990) ed il celeberrimo "Fear of the
Dark" (1992) e la fuga di un esausto Bruce Dickinson
rimpiazzato da Blaze Bayley la cui inadeguata ugola arranca nei disastrosi
"The X Factor" (1995)
e "Virtual XI" (1998).
Nel
1999 gli Iron Maiden hanno reintegrato in un colpo solo Bruce Dickinson
e Adrian Smith ed hanno iniziato il nuovo millennio in grande stile,
con una line-up allargata a sei elementi di cui ben tre chitarristi,
qualche annetto in più sulle spalle ma una carica d'altri tempi.
Il risultato è stato il sorprendente "Brave
New World" (2000) seguito dal doppio live "Rock
in Rio" (2002) ed il più recente "Dance
Of Death" (2003) che di fatto hanno dato il via ad
una seconda giovinezza per gli Iron Maiden. Sulla scia di questo incredibile
successo viene pubblicato il dvd retrospettivo "The
Early Days - Part 1" (2004)
con tanto di tour mondiale dedicato esclusivamente alla discografia
dei primi anni della band. Le
ottime vendite del controverso concept album "A
Matter Of Life And Death" (2006) ed il
seguente tour, tra cui la storica esibizione allo stadio Olimpico
di Roma, confermano questa fase estremamente positiva per la band.
Notevole a tal proposito la riedizione del leggendario "Live
After Death" del 1985 in versione DVD con tanto di ennesimo
tour mondiale
promozionale a seguito nel
2008,
un autentico spettacolo a base di piramidi e sfingi, proprio come
allora...