Ronnie James Dio è senza dubbio una vera e propria voce guida
del heavy-metal, la sua lunghissima carriera inizia già nei
primi anni 70 con gli "Elf" per poi entrare nella band del
leggendario Ritchie Blackmore (ex Deep Purple), ovvero i fondamentali
"Rainbow". Dopo tre album di successo nel 1980 viene chiamato
da Tony Iommi nei Black Sabbath con il non facile compito di rimpiazzare
niente meno che Ozzy_Osbourne, ormai
fuori dal gruppo. Il sodalizio con Iommi sarà piuttosto breve
e dopo solo due studio-album ed un discusso album live più
o meno voluto dalle parti (motivo principle della discordia), arriva
il momento del prevedibile divorzio artistico.
Ben
presto Ronnie decide di formare la sua band, ingaggiando il fido Vinny
Appice alla batteria già con lui nei Black Sabbath,
Vivian Campbell alla chitarra e Jimmy
Bain al basso con i quali inciderà classici come "Holy
Diver" (1983),
"The
Last in Line" (1984) e
"Sacred Heart"
(1985). Dopo il significativo singolo "Stars" scritto da
Ronnie J. Dio nel 1986 per il progetto "Hear'n'Aid" in aiuto
delle popolazioni africane colpite dalla carestia al quale partecipano
tra gli altri Geoff Tate (Queensryche), Rob Halford (Judas Priest)
e Y. J. Malmsteen, viene pubblicato "Dream
Evil" (1987) dove alla chitarra subentra l'ex "Giuffria"
ed ex "Rough Cutt" Graig Goldy.
Nel 1990 dopo il deludente "Lock
up the Wolves" (1990)
Ronnie James Dio
scioglie la band per rientrare nei Black Sabbath, con i quali registra
"Dehumanizer" (1992),
album in puro sabbath-style non del tutto apprezzato dalla critica,
ma si tratterà solo di una fugace reunion causa il sopraggiungere
di nuovi dissapori con Tony Iommi, sembra derivanti dal rifiuto del
vocalist di partecipare come ospite al (presunto) concerto di addio
di Ozzy, correva l'anno 1993.
Ronnie James Dio raccoglie i cocci e riforma la sua band e dopo un
periodo di assestamento e la pubblicazione di album dalle sonorità
inconsuete per quanto affascinanti come "Strange
Highways" (1994)
e "Angry
Machines"
(1996),
ha recuperato oggi buona parte dei suoi fans
grazie a "Magica" (2000),
"Killing The Dragon"
(2002) ed il
più recente "Master
of the Moon" (2004)
dischi più canonici
ma più più in linea con il suo inconfondibile stile.
Già nel 2006 cominciano a girare voci su una possibile collaborazione
con Tony Iommi, un ritorno di fiamma a lungo smentito ma presto concretizzatosi
nella raccolta dei Black Sabbath "The Dio Years"
con due inediti per poi partire in tour con il nome di "Heaven
And Hell"
ovvero la reincarnazione,
o reunion che dir si voglia, della formazione dei Black Sabbath post-Ozzy
Osbourne
che incise "Mob Rules" (1981) e "Dehumanizer"
(1992) con Geezer Butler (basso) e Vinnie Appice (batteria).
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Lock
up the Wolves (1990)
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Strange
Highways (1994)
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Angry
Machines (1996)
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Inferno/Last
in Live (live-1998)
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Magica
(2000)
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Killing
the Dragon (2002)
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Master
of the Moon (2004)
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Evil
or Divine (live-2005)
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