I Deep Purple sono una band inglese tra le più influenti e
longeve del panorama rock mondiale. Ai due fondatori Ritchie Blackmore
(chitarra) e Jon Lord (tastiere) si uniscono Ian Paice (batteria),
Rod Evans (voce) e Nick Simper (basso) con i quali incidono tre album
di rock psichedelico "Shades of Deep
Purple" (1968) del quale il singolo "Hush"
scalerà le classifiche americane e i meno riusciti
"The Book of Taliesyn"
(1968) e "Deep Purple"
(1969); causa divergenze musicali nel 1969 Evans e Simper vengono
allontanati dalla band, subentrano rispettivamente il cantante Ian
Gillan ed il bassista Roger Glover entrambi provenienti dagli Episode
Six, nasce quella che è ritenuta la formazione classica
dei Deep Purple, la cosiddetta "Mark II".
Lo sperimentale "Concert For Group And
Orchestra" (1970) sarà solo una parentesi,
la realizzazione di un sogno di Lord, il connubio tra una rock-band
ed una orchestra, ma è su coordinate decisamente più
rock che la band si indirizzerà a partire dalla pietra miliare
"In Rock"
(1970), ciò permetterà finalmente a Ritchie Blackmore
di mettere in mostra il proprio talento ed estro musicale, accompagnato
dalle magiche tastiere di Jon Lord capace di unire hard rock e melodie
neoclassiche sulle ritmiche possenti di Paice e Glover, non ultima
la voce aggressiva e dinamica del nuovo entrato Ian Gillan sarà
il valore aggiunto della band. Impegnati in lunghe tournè mondiali
Gillan e soci faticano a trovare ritagli di tempo per concentrarsi
sui nuovi brani, nonostante ciò la band riesce a publicare
"Fireball" (1971) e
l'anno seguente il capolavoro "Machine
Head" (1972), dal quale è tratta la celeberrima
"Smoke on the water". Il leggendario doppio-live
"Made in Japan" (1972) è la testimonianza
della straordinaria attitudine live della band capace di sorprendere
il pubblico in delirio ad ogni concerto con esibizioni spettacolari
condite di lunghe improvvisazioni e virtuosismi a volontà.
Nonostante il grande successo (l'altalenanza sarà una costante
per tutta la carriere del gruppo), durante le registrazioni del meno
ispirato"Who Do We Think We Are"
(1973) le tensioni tra Gillan e Blackmore, raggiungono
il culmine, ciò comporterà l'allontanamento del vocalist
seguito a ruota dal bassista Roger Glover.
La
band decide di continuare assoldando il bassista-cantante Glenn Hughes
ed il cantante solista David Coverdale per una line-up presto ribattezzatta
"Mark III". "Burn"
(1974) e "Stormbringer"
(1974) riscuoteranno un buon successo e già
si formano i primi partiti tra nostalgici della vecchia line-up ed
i sostenitori della "Mark III". Ma questa volta è
lo stesso Blackmore, insoddisfatto causa le influenze funky-jazz apportate
dai nuovi arrivati, a lasciare la band per poi venire rimpiazzato
dal semisconosciuto e talentuoso Tommy Bolin con
il quale la "Mark IV" registra il modesto "Come
taste the band" (1975).
I problemi di droga di Bolin si ripercuotono sulle esibizioni live
della band mentre il malcontento generale dei vari membri va diffondendosi,
in primis il dualismo Coverdale-Hughes, ciò porterà
i Deep Purple all'inevitabile scioglimento nel 1976. Tommy Bolin perde
la vita poco tempo dopo per overdose.
Alla fine degli anni settanta Ian gillan torna a far parlare di sè
grazie al successo del suo progetto solista, così come Blackmore
già ben rodato con i suoi Rainbow, mentre Coverdale fonda i
Whitesnake; immancabilmente girano le prime voci su una possibile
reunion dei Deep Purple nella formazione classica "Mark II".
Il sogno si realizza solo qualche anno dopo ed il risultato sarà
l'ottimo "Perfect Strangers"
(1984) seguito tre anni dopo dal meno riuscito"The
House of Blue Light" (1987). Ben presto
riaffiorano vecchi dissapori tra Blackmore e Gillan, quest'utlimo
viene licenziato causa il presunto poco interesse mostrato nei confonti
della band e viene rimpiazzato dall'ex-Rainbow Joe Lynn Turner
ma l'album "Slaves & Masters"
(1990) ci presenta una band stanca e priva di ispirazione. Insoddisfatti
di Turner, in concomitanza del 25esimo anniversario del gruppo, i
Deep Purple vedono bene di richiamare Ian Gillan e dopo il controverso
"The Battle Rages on..."
(1993) seguito da un tour a dir poco turbolento dove i litigi erano
all'ordine del giorno, sarà l'ormai inaffidabile ed insofferente
Ritchie Blackmore a lasciare definitivamente il gruppo appena terminato
il tour Europeo per riformare momentaneamente i Rainbow e poi allontanarsi
definitivamente dalla scena rock con il progetto semi-acustico-medievale
"Blackmore's Night" al fianco della dolce consorte
Candice Night.
Con il nuovo chitarrista Steve Morse (ex Kansas) a dare nuovo vigore
e serenità alla band, i Deep Purple continuano la propria carriera
incuranti dell'età e delle mode, con l'unico desiderio di continuare
a suonare rock.
Lavori non superlativi ma onesti come
"Purpendicular" (1996)
e "Abandon" (1998)
saranno gli ultimi con il fondatore
Jon Lord che lascerà la band in toni amichevoli, per dedicarsi
alla carriera solista e verrà
sostituito dal noto tastierista Don Airey (ex Ozzy Osbourne e Whitesnake)
con il quale registreranno "Bananas"
(2003) e "Rapture
of The Deep" (2005);
di fatto nulla sembra scalfire il marchio Deep
Purple, un entità indissolubile, maestosa nel regno del rock.
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Shades
of Deep Purple (1968)
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The Book
of Taliesyn (1968)
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Deep Purple
(1969)
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Concert
For Group And Orchestra (1970)
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Fireball
(1971)
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Machine
Head (1972)
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Made in
Japan (live-1972)
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Who Do
We Think We Are (1973)
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Burn
(1974)
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Stormbringer
(1974)
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Come
Taste the Band (1975)
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Made
In Europe (live-1976)
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Perfect
Strangers (1984)
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The
House of Blue Light (1987)
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Nobody's
Perfect (live-1988)
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Slaves
& Masters (1990)
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The Battle
Rages on... (1993)
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Come Hell
Or High Water (live-1994)
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Purpendicular
(1996)
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Live At
The Olympia`96 (1997)
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Abandon
(1998)
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Total
Abandon - Live in Australia (1999)
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Live at
the Royal Albert Hall (with London Symphony
Orchestra) (1999)
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Bananas
(2003)
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Rapture
of The Deep (2005)
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They All
Came Down To Montreux. Live At Montreux 2006 (2007)
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sito ufficiale